In memoria del Cardinale Gilberto Agustoni

 

In memoria del nostro Eminentissimo Padre il Cardinale Gilberto Agustoni, a pochi mesi dalla sua scomparsa, la Clinica Privata Santa Maria di Leuca desidera, in questa pagina, ricordarlo con alcuni stralci di vita personale e alcune testimonianze di persone che l’hanno conosciuto. Più che un primo tentativo di bilancio della Sua ricca esperienza umana e spirituale, le riflessioni che seguono intendono fissare le date più salienti del suo cammino terreno e, soprattutto, rivivere i momenti intensi che hanno scandito le giornate della sua morte dalla Cappella delle Suore Figlie di Santa Maria di Leuca e delle sue esequie, nella Basilica di S. Pietro a Roma. Seguiranno alcune foto della sua vita, momenti e testimoni di una vita vissuta pienamente con il Signore per il prossimo. Vi abbiamo aggiunto alcuni articoli apparsi sui giornali per la notizia della Sua scomparsa, telegramma di cordoglio del Santo Padre e la Circolare della Reverendissima Madre Ilaria Nicolardi, Madre Generale della Congregazione delle Figlie di Santa Maria di Leuca, Istituto a Lui carissimo.

Accanto al pensiero che il Signore lo abbia voluto chiamare a Sé durante la festa di Sant’Ilario ci è caro anche intrattenere la nostra segreta certezza che ora il nostro caro Padre, potrà finalmente, nella gioia dell’amorosa contemplazione, fissare il suo sguardo su Colui che, quaggiù, aveva ricercato senza posa: il Vivente!

 

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Nel trigesimo del pio transito del Cardinale Gilberto Agustoni, nato a Sciaffusa (CH) il 26 luglio 1922, ordinato sacerdote il 20 aprile 1946, consacrato Arcivescovo il 6 gennaio 1987 da Papa Giovanni Paolo II, e dallo stesso elevato alla porpora Cardinalizia il 26 novembre 1994.

Il Card. Agustoni, oltre alla sua carriera ecclesiastica svolta con diligenza e competenza nei vari dicasteri della Sede Apostolica, soprattutto presso la Suprema Congregazione del Santo Uffizio, la Sacra Congregazione dei Sacramenti, la Sacra Congregazione per il Culto Divino, la Congregazione per il Clero,la Sacra Romana Rota e il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, ha svolto anche altri incarichi, di massima importanza quali: Membro degli uffici della Curia Romana, nel Consiglio per l’Esecuzione della Costituzione della Sacra Liturgia, nella Commissione per la redazione del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica e nel Consiglio Internazionale della Catechesi. Ha svolto con diligenza e perizia gli svariati e molteplici incarichi che gli sono affidati, cercando sempre il bene spirituale dei collaboratori e dei fedeli per i quali esercitava il ministero sacerdotale. E’ conosciuto ed apprezzato per il suo fervore, la fedeltà al Magistero della Chiesa, nonché la destrezza nell’amministrazione di beni. Il suo servizio alla Chiesa si è concluso nella Basilica Vaticana alla presenza dei Cardinali, degli Arcivescovi, Vescovi, Sacerdoti, numerosi amici e Suore FSML e del Santo Padre che ha celebrato il rito dell’Ultima Commendatio et Valedictio. Oltre al raggiungimento della massima dignità nella gerarchia ecclesiastica, ha seguito da vicino sin dal 1950 l’Istituto delle Figlie di Santa Maria di Leuca, con amore paterno e saggezza d’animo senza mai venire meno alla fedeltà e agli impegni verso l’Istituto. Ha vissuto accanto alla Madre Fondatrice,Madre Elisa Martinez, per oltre 40 anni ed ha seguito, con lo stesso spirito della Madre Fondatrice, la vita spirituale e dottrinale delle Suore e l’espandersi delle opere dell’Istituto con competenza e zelo instancabile fino a pochi giorni prima del Suo sereno transito verso la Patria Celeste.

Le Suore FSML, i parenti, gli amici e i benefattori si compiacciono doverosamente per un così fruttuoso ministero e ringraziamo il Signore per il dono del Cardinale Agustoni e chiedono per lui il cristiano suffragio.

 Gesù Buon Pastore, per intercessione della Beata Vergine Maria, gli conceda ora la gioia promessa ai suoi servi fedeli.

 


          TESTIMONIANZE DI UNA VITA ESEMPLARE DEL CARDINALE GILBERTO AGUSTONI

 QUALCHE RICORDO DEL CARDINALE: INTERVISTA ALLA ‘GAZZETTA SVIZZERA’

Gilberto Agustoni era una persona molto corretta, gentile e caratterizzata dalla discrezione. Come segretario del cardinale Ottaviani ha sicuramente potuto conoscere tanti ‘segreti’ delle Sacre Stanze, ma non ne ha mai parlato pubblicamente. Era sicuramente un ‘conservatore’ per tanti aspetti, salvo che in materia di liturgia.

In un’intervista che gli facemmo per il mensile degli Svizzeri d’Italia Gazzetta Svizzera nel novembre 1994, in occasione della creazione a cardinale, Gilberto Agustoni così rispose a una domanda sull’intensità dei suoi legami con il Ticino: “Affettivamente moltissimo. Non sono mai tornato, è vero (se non per visite); con molto realismo devo anche rilevare che, per chi parte, è difficile ritrovare una nicchia al ritorno. Un po’ perché i confratelli hanno imboccato strade diverse, un po’ perché si rischia di urtare qualcuno o di diventare un disadattato. Quando ritorno per qualche giorno nel Ticino, è però con dolore che vedo come la nostra gente sia cambiata negli ultimi anni; non sa più accontentarsi, poiché il troppo consumismo ha fatto strage della semplicità di costumi”.

A un’altra domanda sull’irrequietezza della Chiesa cattolica nella Svizzera tedesca, in bilico tra “il culto del ‘particulare’ “ e l’apertura “universale”, rispose invece: “Tra le due Chiese ricordate non esiste una tensione negativa là dove si sa che cosa siano esattamente l’una e l’altra, Chiesa particolare e Chiesa universale. In quest’ultima ci si sta muovendo verso una valorizzazione delle Chiese locali”. Aggiungendo: “Ciò che esplode ogni tanto come conflitto non è altro che segno di crescita, indizio di vitalità”.


I RAPPORTI CON LA FACOLTA’ DI TEOLOGIA E CON IL VESCOVO EUGENIO CORECCO

Il cardinale Agustoni tenne sempre molto al successo della Facoltà di Teologia di Lugano, voluta dal vescovo Eugenio Corecco. Tanto è vero che, conoscendo Giovanni Paolo II le difficoltà dei primi tempi, inviò alla Facoltà una cospicua somma proprio tramite il presule curiale ticinese, in occasione del primo Dies Academicus. Ricordiamo poi che nel novembre 1994, il neo-cardinale presiedette la messa di ringraziamento nella chiesa borrominiana di San Carlino alle Quattro Fontane: e lì vedemmo per l’ultima volta mons. Corecco, già molto malato, trascinarsi con fatica verso l’altare.

Il vescovo morì dopo pochi mesi, il primo marzo 1995 (Mercoledì delle Ceneri) e i suoi funerali di popolo furono presieduti qualche giorno dopo nella cattedrale luganese di San Lorenzo proprio dal cardinale Agustoni. Che nell’omelia evidenziò come il defunto fosse “amico fraterno, pastore e unto dal Signore”, oltre che “pensatore dotto, lucido e fecondo uscito vincitore nel buon combattimento”.

Più in là: “Il Vescovo Eugenio sapeva a chi e a che cosa era destinata la sua vita che la malattia gli strappava lembo dopo lembo. Lo ha detto parlando della sua malattia, di lui uomo, di lui sacerdote e Vescovo, con sere­nità e quasi con distacco, dirigendosi al popolo che Egli sentiva suo, perché sentiva di farne parte e perché gli era stato affidato dal gran­de Pastore, Cristo. Quanti fratelli sofferenti, quanti infermi sul punto di affrontare l’ultimo combattimento avranno trovato con­forto, luce, pace, in quelle sue parole che uscivano da un corpo che viveva la sofferenza di cui parlava e da un cuore che, illuminato dal­la fede e sorretto dall’amore, sapeva trasformare in offerta. In que­gli incontri, televisivi e radiofonici o scritti, mons. Corecco ha dato a vedere una personalità di altissimo profilo, profonda nel pensiero, semplice nel porgere, soprattutto alimentata da una fede che irra­diava convinzione”.

Sulla fondazione della Facoltà di Teologia di Lugano il cardinale Agustoni aveva osservato che: “L’approvazione di questo Istituto, voluto con chiaroveggenza, tenacemente, superando molti ostacoli e accanite opposizio­ni, è stato per il nostro Vescovo una grande soddisfazione. Questa istituzione è stata fino all’ultimo in cima alle sue preoccupazioni: per assicurarne la fedeltà alla linea dottrinale e disciplinare sulla quale l’aveva attentamente impostata, per garantire le necessarie ri­sorse per il suo futuro sviluppo e la solidità delle sue strutture. Egli consegna la Facoltà teologica alla diocesi come il dono più prezioso del suo ministero, perché l’ha sempre considerata in una prospettiva pastorale specialmente per la formazione dei seminari­sti, dei sacerdoti e dei laici interessati”.

Noto era anche l’affetto che Giovanni Paolo II nutriva per Eugenio Corecco, da sempre come ciellino (introdusse CL in Svizzera, partendo dall’Università di Friburgo) vicino alle lotte del popolo polacco e di Solidarność: “Il Santo Padre, che è stato informato della morte di mons. Corecco mentre si accingeva a celebrare il rito delle ceneri a Santa Sabina. Disse poche parole che esprimevano affetto, stima e rim­pianto e soggiunse: “Celebrerò la Messa per lui”. E io sono qui per attestare l’affetto, la stima e il rimpianto del Papa per il nostro Ve­scovo Eugenio che Cristo ha chiamato a sé”.


IL GIOVANE DON GILBERTO AGUSTONI, AUTISTA E PAROLIERE DEL MAESTRO PABLO COLINO

Il card. Ottaviani, un trasteverino di origini popolari, di fede granitica e di spiccata sensibilità sociale, aveva il patronato dell’ ‘Oasi di Santa Rita’ a Frascati. Lì ogni settimana, quale maestro di musica per una cinquantina di ragazze ospiti della struttura, si recava l’allora giovane Pablo Colino (che tra l’altro sbrigava la corrispondenza in spagnolo del porporato): non avendo l’auto, lo accompagnava don Agustoni che fungeva da autista, “sempre molto cordiale”.

Lo stesso don Agustoni portava poi ogni sabato sera il maestro don Colino a Prima Porta, dove il cardinal Ottaviani seguiva una seconda ‘impresa’ sociale, incarnata dalle Figlie di Santa Maria di Leuca, di cui il porporato sosteneva con fondi cospicui l’apostolato e il servizio in particolare per le ragazze madri a rischio di aborto. Con l’aiuto finanziario di diversi vescovi statunitensi e canadesi (in gran parte allievi di Ottaviani alla Lateranense) sorse a Prima Porta anche una clinica specializzata. Gilberto Agustoni ‘ereditò’ dal card. Ottaviani il ‘patronato’ delle Figlie di Santa Maria di Leuca (ce ne sono anche nel Ticino, a Chiasso, Bellinzona), Cevio, Lugano e Locarno) e ogni domenica alle 8.00 celebrava una messa solenne a Prima Porta: maestro del coro era nei primi anni Pablo Colino. Che ricorda di aver musicato una delle prime messe in italiano, con testi di Gilberto Agustoni (introito, interiezionale, offertorio, comunione, finale). Era una messa (l’unica mai musicata da Pablo Colino) per il tempo di Penitenza e, insieme con la messa d’Avvento di Alberico Vitalini e quella Pasquale di Lopez Calo, fu incisa su disco dalle Edizioni Paoline. Evidenzia infine Pablo Colino che Gilberto Agustoni amava la messa in italiano più di quella in latino, fors’anche influenzato dal fratello Luigi, noto esponente del rinnovamento liturgico conciliare.


 

Il Cardinale Gilberto Agustoni ha servito la chiesa nelle responsabilità più alte con fedeltà, competenza e stima di tutta la curia romana per 50 anni.

don Gino Belleri

 


 Ricordo S.E.R.Ma il Cardinale Gilberto Augustoni, con profonda stima e affetto. Persona di un carisma eccezionale dalle profonde e ricche doti umane. Ricordo con immensa piacere, soprattutto un incontro avuto con Lui di persona, pochi giorni dopo aver subito un delicatissimo intervento chirurgico, durante il quale salutandomi si commosse profondamente, mi abbracciò ringraziandomi della visita ricevuta.

Dott. Cattel Maurizio

Direttore Sanitario

Casa di Cura Privata Santa Maria di Leuca


CIRCOLARE DELLA REVERENDISSIMA MADRE GENERALE DELL’ISTITUTO

FIGLIE DI SANTA MARIA DI LEUCA

SUOR ILARIA NICOLARDI

Carissime,

Vi scrivo in questo mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, devozione molto cara alla nostra amatissima Madre Elisa, per farvi giungere, questa circolare che parla del nostro Eminentissimo Padre, e vi confesso che il parlarne per me rinnova l’immenso dolore che la sua dipartita ha causato, questo è anche uno dei motivi per cui questa circolare vi giunge con qualche mese di ritardo. “ Mille anni, ai tuoi occhi sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte … “ (Sal. 90, 4) ecco cosa ci ricorda il Salmo 90, ed è quanto mai vero oggi.

Vista con i nostri occhi quella del nostro Eminentissimo Padre è stata una lunga vita, 94 anni, ma vista con gli occhi del Signore è riassumibile nel giorno di ieri che è passato. Lungo è stato il suo amore per quel Gesù che ancora bambino aveva bussato al suo cuore mostrandogli il suo amore e sussurrandogli di donarsi tutto a lui, e che lui aveva prontamente seguito abbandonandosi totalmente alla sua volontà. Lunga è stata la sua carriera ecclesiastica, di cui però non voglio far menzione in questa circolare rimandandovi al rogito che allego, ma troppo breve la sua presenza in quella che considerava la sua famiglia, le Figlie di Santa Maria di Leuca; ed è per questo che, al tono malinconico con cui ho iniziato, voglio sovrappone quello del ringraziamento e con il salmista ripetere: “ Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli altri del nostro Dio. Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore: ma roccia, in lui non c’e in giustizia.” (Sal.91, 13-16) perché la sua rettitudine, la sua fedeltà, la sua dedizione, la sua sapienza e saggezza sono state per ognuna di noi balsamo e olio di letizia, nel faticoso cammino quotidiano verso la perfezione, ed è per questo che ognuna di noi ha almeno un motivo per cui dirgli grazie.

Se fu un dono per i suoi genitori, un dono per la Diocesi di Lugano, un dono per la Chiesa, è stato un dono preziosissimo per la vita e la crescita del nostro Istituto, perche se abbiamo raggiunto una certa stabilità lo dobbiamo solo alla Sua sapienza che non era guidata semplicemente dalla ragione, ma era anche dettata dal cuore, sull’esempio del buon pastore che dato la sua vita per le sue pecorelle (Gv. 10, 15) il nostro E.mo Padre ha saputo guidare ogni giorno questo particolare gregge, amando tutte e ciascuna di noi allo stesso modo, infondendo in tutte l’amore alla Chiesa, l’osservanza delle leggi e l’amore alla nostra vocazione ricordandoci che non siamo noi che abbiamo scelto di seguire Gesù, ma che è stato Lui che ci ha scelto. (Gv. 15, 12).

Ci esortava pur rimanendo nel rispetto di ciascuna e si interessava di ognuna, come fosse una figlia, il nostro bene spirituale le stava a cuore, come fa il vero pastore con le proprie pecorelle, e noi nel nostro piccolo abbiamo cercato di ricambiare questa dedizione, con le azioni, i pensieri e soprattutto con le preghiere. E’ stato per noi il buon pastore che ha preso su di sé il peso del suo gregge, quello che Papa Francesco ama indicare come il pastore che ha l’odore del gregge.

Siamo cresciute tutte quante chiamandolo Padre, non per mancanza di rispetto o infantilismo, ma perché lui ha voluto che fosse così e la sua paternità spirituale per ognuna di noi e per l’Istituto non è venuta mai meno. Durante tutta la vita non ha mai tenuto conto ne fatto valere i titoli che possedeva, pur avendo raggiunto la sfera più alta nella gerarchia ecclesiastica, ha saputo invece mantenere uno stile di vita sobrio, semplice, caratterizzato dalla disciplina, dalla povertà e dall’obbedienza; è vissuto a noi come uno di noi e alla sua persona il nostro Istituto deve molto sia del punto di vista spirituale che materiale.

Spirituale perché ci ha trasmesso l’amore alla nostra vocazione, alla Chiesa, alla liturgia e al canto, non ci ha fatto mai mancare la Parola e il Pane della vita lungo tutti questi 67 anni che ha trascorso  con noi. Ogni giorno offriva la sua preghiera per noi perché eravamo sempre nel suo cuore e nei suoi pensieri, lo dimostra il fatto che due giorni prima della Sua dipartita ci ha voluto lasciare una giaculatoria. Chiamandomi vicino a se mi disse: di alle suore di recitare questa preghiera: “Gesù ti amo sempre più. San Giuseppe imploriamo il tuo aiuto”. Ti ricordi? Prendi un foglio e scrivi;” Gesù ti amo sempre più. San Giuseppe imploriamo il tuo aiuto,” un piccolo testamento spirituale, un piccolo regalo lasciato ad ognuna, possiamo dire proprio  come Gesù nell’ultima cena: “amando i suoi li amò sino alla fine (Gv. 13,1).

Materiale perché ha sostenuto finanziariamente e seguito con interesse, attenzione a scrupolosità tutti i progetti del nostro Istituto. Nel 1950, quando fu chiamato a Roma come segretario del Cardinale Ottaviani, Madre Elisa lo prese con se a Viale Gorizia, nostra prima casa di formazione a Roma, come cappellano. Tutte le mattine, prima di recarsi in ufficio al Vaticano, celebrava la S. Messa alla Comunità e ritornando prendeva le Suore sulla sua macchina e con Madre Elisa e Madre Teresa si recava a Prima Porta dove si stava costruendo l’attuale Casa Generalizia, per seguirne con attenzione i lavori.

Puo sembrare una coincidenza ma non lo è, poiché il Signore è grande, e se la Sua vita è iniziata con noi a Viale Gorizia, è ugualmente terminata vedendo compiuta la ristrutturazione della stessa casa di Viale Gorizia, di cui ha seguito passo, passo tutti i lavori. Il 27 dicembre 2016 si è recato personalmente, senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta, ha visto l’opera terminata e già funzionante, ha visitato tutti i locali ed ha benedetto la cappella. Al termine della S. Messa ha detto alla Comunità : “Vi lascio Gesù e io me ne vado”… l’8 gennaio 2017 c’e stata l’inaugurazione ufficiale di Viale Gorizia, il 09 gennaio terminati  gli Esercizi Spirituali ha saluto e fatto la foto ricordo nella nostra Cappella con tutte le Suore esercitanti, l’11 gennaio dopo compieta ha baciato Gesù Bambino e insieme alla Consorelle che lo assistevano siamo state testimoni di un fatto straordinario, aveva il volto pieno di luce e sorridente come se avesse visto Gesù Bambino, il 12 gennaio ha partecipato alla S. Messa comunitaria, ha salutato i suoi amici più’ intimi che erano venuti a farle visita, in seguito ha voluto sapere notizie delle Comunità e in particolare sull’andamento della nostra Clinica di Roma, il 13 mattina ha ricevuto l’unzione degli infermi e alle h 17,00 il nostro caro ed E.mo Padre serenamente ci ha lasciato, ma siamo sicure che il suo spirito è sempre con noi perché non possiamo dimenticare il suo amore paterno e suoi insegnamenti.

Ad oggi, facendo memoria degli ultimi avvenimenti, posso dire come il Signore ha magistralmente condotto questo Suo Servo e come lui si è lasciato guidare. Ha iniziato la Sua opera con Madre Elisa a Viale Gorizia e l’ha conclusa a Prima Porta dopo che Madre Elisa è ritornata nella sua Casa Generalizia, come a dire: Ora avete la Madre in casa, io posso andare! Non ha lasciato nulla incompiuto. Il nostro E.mo Padre ha vissuto accanto alla nostra Madre per oltre 40 anni condividendo gioie e dolori, custodendo nel suo cuore i segreti piu intimi che la nostra Madre Fondatrice gli avrà confidato. Ha avuto in lui una grande fiducia e stima, tanto da considerarlo e chiamarlo: “il mio figlio prediletto”, e lui l’ha ricambiata con la sua fedeltà fino alla fine; ha amato l’Istituto ed osservato i voti pur non avendoli professati. Il Suo insegnamento andava oltre le parole, un grande esempio per tutte noi. Osservava la povertà non solo di spirito ma anche quella materiale, aveva un solo paio di scarpe e la biancheria rammendata, si arrabbiava se veniva sostituita senza che lui l’avesse chiesta, i regali che riceveva, dopo averli visti e apprezzati li distribuiva a mani più povere e bisognose, per se non teneva nulla.

Anche sull’obbedienza aveva da mostrarci qualcosa, io stessa mi sono trovata piu di una volta in imbarazzo, in quanto nonostante la veste di Madre generale ero anagraficamente sua nipote, e lui quando le Suore chiedevano qualcosa diceva sempre: “non tocca a me decidere, io posso darti un consiglio ma vai dalla Madre e fai quello che lei ti dirà, perche quella è la volontà di Dio per te, la grazia di stato l’ha ricevuta la Madre Generale”, un insegnamento per le Consorelle ma anche per me stessa di cui farne grande tesoro.  Lui stesso ogni volta che doveva assentarsi dalla “Casa Piccola” non lo faceva senza aver chiesto il permesso.

Il ricordo grande che ci ha lasciato è quello di un uomo appassionato della sua vocazione, tanto da affermare con forza di “essere un prete felice”, al servizio della Chiesa e al nostro Istituto, che ha amato come lo sposo ama la sposa (Is. 62, 1). Tutte le persone che lo hanno conosciuto hanno conservato di lui il ricordo di un uomo saggio, prudente, riservato, di vero e buon amico. Ed è per questo che con ragione possiamo ripetere: “ Ecco il servo saggio e fedele, che il Signore ha posto a capo della sua famiglia.” (Lc. 12,42)

Nella Preghiera lo affidiamo alla misericordia del Signore, e per intercessione della Madonna di Leuca e di San Giuseppe, il Signore lo accolga nel suo regno di luce e di pace, la dove vivono eternamente i giusti e coloro che sono stati fedeli testimoni del Vangelo, preghiamo anche per noi affinché possiamo arrivare a questo incontro pronte, con le lampade  accese.

Il 1 gennaio 2017 radunate per lo scambio degli auguri di capodanno, il nostro E.mo Padre a conclusione ci disse: “Pregate per me, se andrò in Paradiso vi accoglierò tutte quante!”

Nella certezza che da lassù ci stia ancora più vicino di prima, ci accompagni ancora, e che un giorno ci accoglierà in Paradiso, mettendovi tutte nel Sacro Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolata di Maria Vi saluto e benedico.

Roma, 23 giugno 2017

Festa del Sacro Cuore di Gesù

                                                                                                          SUOR ILARIA NICOLARDI

                                                                                                           Superiora Generale, FSML


 

Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte dell’Em.mo Card. Gilberto Agustoni, 14.01.2017

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta ieri, del Cardinale Gilberto Agustoni, del Titolo dei Ss. Urbano e Lorenzo a Prima Porta, Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, inviato dal Santo Padre Francesco alla nipote del Cardinale defunto:

Telegramma del Santo Padre

ALLA GENT.MA SIGNORA LUISA SANTANDREA
PIAZZA BORSARI, 3
6948 PORZA (SVIZZERA)

NELL’APPRENDERE LA TRISTE NOTIZIA DELLA SCOMPARSA DEL SUO CARO ZIO CARDINALE GILBERTO AGUSTONI, DESIDERO ESPRIMERE A LEI E AI FAMILIARI LA MIA PARTECIPAZIONE AL LUTTO CHE COLPISCE QUANTI CONOBBERO E STIMARONO IL COMPIANTO PORPORATO, PER TANTI ANNI SINCERO E SOLERTE COLLABORATORE DELLA SANTA SEDE IN PARTICOLARE COME PREFETTO DEL SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA, OFFRENDO UNA TESTIMONIANZA DI ZELO SACERDOTALE E DI FEDELTÀ AL VANGELO. MENTRE ELEVO FERVIDE PREGHIERE AL SIGNORE GESÙ AFFINCHÉ, PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE MARIA, VOGLIA DONARE AL DEFUNTO CARDINALE IL PREMIO ETERNO PROMESSO AI SUOI FEDELI DISCEPOLI, INVIO DI CUORE A LEI, ALLE RELIGIOSE FIGLIE DI SANTA MARIA DI LEUCA, CHE LO HANNO ASSISTITO, E A QUANTI NE PIANGONO LA DIPARTITA LA BENEDIZIONE APOSTOLICA.

FRANCISCUS PP.